Novità • 15.12.21
Da Pederobba alla Basilica di San Marco
Novità • 15.12.21
Da Pederobba alla Basilica di San Marco
Da Pederobba alla Basilica di San Marco: l’arte del merletto di Burano
Le chiamano mani d’oro. Sono le mani di quelle persone che hanno una manualità innata, precise, raffinate, attente al dettaglio. E qui parliamo di ricamo, passando dal più semplice punto croce, fino ad una tipologia che si può definire arte: il merletto di Burano.
Passione che per alcune donne del nostro comune nasce una decina d’anni fa, passione che le porta fino a Venezia, un giorno a settimana per sei mesi all’anno, per potersi dedicare ad ago e filo, per poter costruire dal nulla delle opere che tolgono il fiato. Noi tutti durante il periodo di lockdown causato dalla pandemia abbiamo dovuto rinunciare a qualcosa, anche alla più semplice abitudine di fare una passeggiata, ma 21 merlettaie provenienti da Venezia e 2 dal nostro comune, Angelina Foggiato e Antonietta Nicola, non si sono lasciate perdere d’animo. Si sono tenute in contatto, sostenendosi a vicenda ed hanno creato qualcosa di magnifico. Il progetto parte come un ex voto, un oggetto da offrire in dono a San Marco, simbolo della città di Venezia. Vengono quindi create quattro immagini, rappresentanti i quattro evangelisti: Marco sotto forma del Leone, Luca nelle sembianze di un toro, Giovanni come un’aquila e Matteo come un angelo. Questi simboli religiosi minuziosamente ricamati secondo l’antica arte del merletto veneziano, sono stati poi applicati su di una grande tovaglia che andrà a ricoprire l’altare del presbiterio dove sono conservate le spoglie di San Marco. Allo stesso tempo sono stati realizzati altri due capolavori, due Agnus Dei che verranno esposti sui copri leggii della basilica. Lo scorso 10 ottobre in occasione della festa della Madonna del Rosario le merlettaie Settemani, associazione fondata da Annabella Doni, Rosetta Stangherlin e Diana Fonda, hanno consegnato durante l’offertorio il lavoro finito, frutto di collaborazione, sostegno reciproco e dalla voglia di mandare avanti un’arte ormai conosciuta e praticata da pochi. Le ore di lavoro? Impossibile contarle. Il valore? Inestimabile. La soddisfazione finale? Infinita. Quando si parla di qualcosa di unico al mondo non si può far altro che dar credito a chi ha speso ore o anche solo qualche decina di minuti al giorno per creare qualcosa che resterà nella storia, perché noi vediamo sempre le cose fatte e finite, ma non pensiamo mai al lavoro che c’è dietro, alla passione, alla precisione, agli errori ed al loro rimedio che alla fine rendono il tutto semplicemente perfetto.